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STORIA MEDIEVALE

La forza centrifuga delle invasioni barbariche agì anche sul territorio ciglianese. Nel territorio vercellese, in generale, transitarono sicuramente i Visigoti, condotti da Alarico e gli Unni che furono poi sconfitte dal condottiero romano Ezio sulla Marna nel 451 d.C. Poi fu la volta degli Eruli e degli Ostrogoti, fino a quando l'imperatore Giustiniano riuscì, nel 553 d. C. a riconquistare il regno d'Italia. Nel 568 i nuovi barbari, i Longobardi, scendevano dal nord ed occupavano l'Italia, dividendola in 36 ducati. Sono sicure tre grandi divisioni: l'Austria, la Neustria e la Tuscia. Dei 12 ducati appartenenti alla Neustria se ne conoscono con certezza sei. Tra le sei incerte, ci sarebbe Vercelli con tutto il suo territorio. Dopo la conquista carolingia, nel secolo VIII, l'Italia formò un regno distinto dalla monarchia franca. Tra le provincie più importanti si rammentano le Marche di Susa, di Torino e di Ivrea. Nella marca di Ivrea furono riuniti nell'893 i contadi di Vercelli, Novara e Lomello. Del contado di Vercelli, la massima autorità fu il vescovo che mantenne il titolo di conte. Così Cigliano venne a dipendere in modo diretto, non solo ecclesiasticamente, ma anche politicamente, dalla Chiesa vercellese.Il più antico documento in cui ricorra il nome di Cigliano e dei luoghi limitrofi è un documento di permuta fatta in Cigliano stesso nell'anno 998 tra Aldebreto, vescovo di Vercelli e i fratelli Riccardo e Attone di Uliaco. Vi compaiono i nomi di Cisiliano (Cigliano), Uliaco (comune ora scomparso ma situato nei pressi dell'odierna borgata di Villareggia) e Clivolo. Il documento è conservato nell'Archivio Metropolitano di Vercelli. Nel 1353, Giovanni II di Monferrato ottiene l'investitura dall'imperatore Carlo IV di Boemia ma non il possesso, perchè i Ciglianesi si danno spontaneamente al Conte Verde Amedeo VI (1373). All'apparire dei Comuni, anche Cigliano diventa una realtà di questo tipo. Ne è testimonianza un documento che parla di una transazione, eseguita a Vercelli, il 20 marzo 1445, tra il Vescovo della città ed il Comune di Cigliano, nel quale vengono citati i diritti della chiesa di Vercelli sul comune di Cigliano. Come spesso accadeva in questi casi, anche Cigliano, per sottrarsi alle liti che spesso animavano la vita dei Comuni, cercò appoggio presso comunità maggiori ed in particolare presso la Casa di Savoia. Di ciò ne è testimonianza una pergamena tuttora esistente presso l'Archivio comunale di Cigliano.



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