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Al Duca Carlo di Savoia, gli successe al trono Carlo III , il quale dopo aver riconfermato i privilegi del Borgo, negli anni tra il 1505 e il 1520, costretto da necessità di guerra lo infeudava ad un generale dell'Imperatore Carlo V, tale Morales Cesare. Lo storico Pasteris parla di un riscatto che sarebbe stato pagato dai borgo ciglianese per sottrarsi a tale dominazione. In ogni caso, nel 1553 sul trono sabaudo succedeva il principe Emanuele Filiberto che riuscì a recuperare tutte le terre perse e a garantire al territorio di Cigliano un periodo di tranquillità e prosperità. Fu in questo periodo che furono restaurate le sue mura e ricostruito il suo castello. Con la salita al trono del figlio Carlo Emanuele I, la situazione mutò. Egli, nel 1615, vendette il borgo di Cigliano ai nobili Villa, marchesi di San Michele. Nonostante il tentativo (terzo nella storia del borgo) di sottrarsi alla nuova infeudazione, pagando un riscatto, il Comune di Cigliano dovette sottostare al governo dei marchesi Villa. Nei primi anni del XVII secolo, Cigliano soffrì un orribile saccheggio ad opera delle truppe di Spagna condotte da Antonio Sandoval. Di tale disfatta di vendicò il marchese Guido Villa, nobile ferrarese , maresciallo di campo del Re di Francia e generale di cavalleria a servizio del Duca, che venne infeudato da Carlo Emanuele II con il titolo di marchese. Negli anni che seguirono, Cigliano seguì le sorti del territorio nel quale si trovava situata, orbitando intorno alla città di Vercelli.


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